Il 14 ottobre abbiamo inaugurato FrazionaTalk, il nuovo spazio di confronto di Cerquozzi Organization dedicato al mercato immobiliare. Per il primo incontro siamo partiti da una domanda sempre più presente anche sui social: il flipping immobiliare in Italia è una moda o una vera opportunità?
A confrontarsi con Jacopo Cerquozzi è stata Sharon Ballarè, agente immobiliare con dieci anni di esperienza e fondatrice di Sharon Ballarè Real Estate. Dopo un percorso iniziato nel mondo della comunicazione e proseguito all’interno di RE/MAX, Sharon ha aperto il proprio studio indipendente tra Milano e Novara. L’abbiamo scelta per inaugurare questo format perché conosce il mercato dal punto di vista di chi deve valutare, presentare e vendere un immobile alle persone giuste.
Ciò che i social non mostrano
Se ne parla sempre di più e, in questo senso, sì: il flipping è anche un tema di moda. Sui social, però, vediamo soprattutto il risultato finale: l’immobile trasformato, la vendita conclusa e il risultato ottenuto. Molto meno spesso vediamo tutto ciò che accade prima.
Il flipping consiste nell’acquistare un immobile, riqualificarlo e rivenderlo in un periodo relativamente breve. Ma tra l’acquisto e la vendita ci sono analisi di mercato, costi, imposte, lavori, imprevisti e decisioni che possono cambiare completamente l’esito dell’operazione. Durante l’incontro abbiamo parlato proprio di questo: non basta acquistare a un prezzo apparentemente conveniente.
Bisogna conoscere la domanda della zona, individuare il cliente finale, studiare la planimetria e verificare che i numeri siano sostenibili.
Quando la trasformazione non crea valore
Sharon ha raccontato il caso di un negozio acquistato a Milano e successivamente trasformato in abitazione. Sulla carta sembrava un’opportunità; nella realtà, la nuova casa presentava diversi limiti: un soppalco non abitabile, ambienti poco funzionali e un piano terra con vetrina direttamente sulla strada.
Il prezzo di vendita è stato abbassato più volte e, dopo oltre due anni, l’immobile non ha ancora trovato un acquirente.
Questo esempio ha reso evidente uno dei punti centrali dell’incontro: trasformare un immobile non significa automaticamente aumentarne il valore. Se il progetto non risponde alle esigenze reali del mercato, anche una ristrutturazione ben eseguita può non essere sufficiente.
I numeri vengono prima dell’entusiasmo
Un altro tema emerso è stato il rapporto tra investitori e agenzie immobiliari. Un investitore credibile non è quello che promette grandi volumi, ma quello che presenta criteri precisi, dimostra capacità economica e sa anche rinunciare a un’operazione spiegandone le ragioni attraverso i numeri.
Allo stesso modo, una valutazione non dovrebbe basarsi soltanto sul parere dell’agenzia che propone l’immobile. È necessario incrociare i dati, confrontare immobili simili, ascoltare più professionisti della zona e verificare cosa viene realmente venduto, non soltanto a quale prezzo viene pubblicato.
L’analisi, inoltre, non termina con l’acquisto. Anche dopo aver messo le nuove unità sul mercato bisogna osservare le reazioni dei clienti, confrontarsi con le agenzie e intervenire rapidamente quando il progetto non viene percepito come previsto.
Moda o opportunità?
La conclusione è che il flipping può essere una vera opportunità, ma non perché oggi se ne parla molto.
Funziona quando si acquista al prezzo corretto, si conosce il mercato, si progettano case adatte alla domanda e si mantengono sotto controllo costi e tempi. Soprattutto, funziona quando dietro l’operazione ci sono competenze diverse, responsabilità e la capacità di correggere le proprie decisioni.
Questo primo incontro ha aperto FrazionaTalk, una serie di conversazioni in cui partiremo ogni volta da una domanda concreta per osservare il settore immobiliare da prospettive differenti.
Vuoi partecipare al prossimo appuntamento?
Scrivici per ricevere in anteprima il tema, la data e le modalità di iscrizione.
