Hai un immobile e stai pensando a come valorizzarlo. Potresti ristrutturarlo e metterlo in affitto, oppure trasformarlo per rivenderlo. Ma quale strada conviene?.
La risposta non dipende solo da quanto potresti incassare. Dipende da che cosa vuoi ottenere, da quanto tempo puoi dedicare all’operazione e, soprattutto, dall’immobile che hai davanti.
Due obiettivi diversi
Affittare significa mantenere la proprietà e puntare su un’entrata nel tempo. È una scelta che porta con sé anche la gestione dell’immobile, la manutenzione e il rapporto con gli inquilini. Con il flipping, invece, si acquista o si valorizza un immobile con l’obiettivo di rivenderlo dopo i lavori. Qui il risultato dipende da una sequenza di decisioni: il prezzo d’acquisto, il progetto, i costi, i tempi e la capacità di realizzare case che trovino acquirenti.
Noi da dove partiamo
Quando valutiamo un immobile, non decidiamo prima che “faremo flipping”. Guardiamo la posizione, le caratteristiche della proprietà e la domanda in quella zona. Ci chiediamo quale trasformazione abbia senso e se, una volta completata, l’operazione possa stare in piedi. Per questo lo stesso appartamento può essere interessante per chi vuole conservarlo e affittarlo, ma non adatto a una delle nostre operazioni. Oppure può offrire una possibilità di trasformazione che vale la pena approfondire. La domanda, quindi, non è “affitto o flipping: quale rende di più?”. È: “quale scelta ha senso per questo immobile e per il mio obiettivo?”.È da lì che iniziamo ogni valutazione.
Hai un immobile a Roma e vuoi capire se può interessarci per un’operazione? Inviaci posizione, metratura, foto e planimetria: faremo una prima valutazione.
