La risposta è anche nella sua storia…
Entrare in un appartamento romano di 140, 150 o 180 metri quadrati non è particolarmente raro. Grandi saloni, corridoi lunghi, più camere e distribuzioni pensate per nuclei familiari numerosi fanno parte di una tipologia abitativa ancora molto presente in diverse zone della città.
Oggi alcune di queste case possono sembrarci sovradimensionate rispetto alle esigenze contemporanee. Ma prima di chiederci cosa farne, c’è una domanda molto più interessante da porci: perché Roma ha così tanti appartamenti di grandi dimensioni?
Per trovare una risposta bisogna guardare non soltanto al mercato immobiliare di oggi, ma alla storia della città e, soprattutto, alle persone per cui quelle abitazioni sono state progettate.
Le case raccontano la società che le ha costruite
Una parte importante dell’espansione residenziale di Roma è avvenuta durante il Novecento e, in particolare, nei decenni del secondo dopoguerra. Mentre la città cresceva, erano diverse anche la composizione delle famiglie, le abitudini e il modo di utilizzare gli spazi domestici.
Molte abitazioni venivano quindi progettate per nuclei mediamente più grandi e per esigenze differenti da quelle contemporanee. Quelle case sono rimaste, ma nel frattempo le persone e il modo di abitare la città sono cambiati.
Oggi quasi una famiglia romana su due è composta da una sola persona
I dati aiutano a capire la dimensione di questo cambiamento. Secondo i dati anagrafici di Roma Capitale al 31 dicembre 2024, il 47% delle famiglie registrate in città è composto da una sola persona, mentre la dimensione media dei nuclei familiari è di circa due componenti. In alcune aree centrali il fenomeno è ancora più evidente: nel Municipio I le famiglie monocomponente superano il 60%.
Questo non significa che non esista più domanda per gli appartamenti di grandi dimensioni. Significa piuttosto che la struttura della domanda abitativa è oggi molto più frammentata rispetto a quella per cui una parte del patrimonio immobiliare romano era stata originariamente progettata.
Le persone cambiano più velocemente delle case
È qui che emerge una delle caratteristiche più interessanti del mercato immobiliare romano contemporaneo. Da una parte esiste un patrimonio costruito che, per sua natura, non può trasformarsi alla stessa velocità della società; dall’altra ci sono nuclei familiari più piccoli, nuove abitudini e nuove esigenze abitative.
Tra ciò che la città possiede e ciò che una parte del mercato cerca oggi può quindi crearsi una distanza. Ed è proprio quella distanza che diventa interessante leggere prima di decidere come intervenire su un immobile.
Un appartamento di 150 mq non è un problema da risolvere
Il cambiamento della domanda non significa automaticamente che ogni grande appartamento debba essere diviso. Una grande metratura può continuare ad avere perfettamente senso per il proprio mercato, per la zona in cui si trova e per il tipo di acquirente a cui si rivolge.
La domanda, quindi, non dovrebbe essere semplicemente “possiamo frazionarlo?”, ma “qual è oggi l’utilizzo più coerente per questo immobile, in questa zona e rispetto alla domanda che esiste?”
In alcuni casi la risposta sarà mantenere la metratura originale; in altri riqualificarla. In determinate condizioni, invece, il frazionamento può diventare una risposta possibile alla distanza tra un patrimonio immobiliare progettato in un’altra epoca e nuove esigenze abitative.
Un caso concreto: Via della Fonte di Fauno
In Via della Fonte di Fauno, all’Aventino, abbiamo lavorato su un immobile di circa 165 mq. Il progetto prevede la sua riqualificazione e la realizzazione di tre bilocali, due dei quali con corte esclusiva.
Non è la metratura, da sola, a spiegare questa scelta. Sono le caratteristiche dell’immobile, la sua posizione e il tipo di abitazioni che si è deciso di realizzare a dare forma al progetto. È un esempio di come una grande superficie possa essere riletta alla luce di esigenze abitative diverse da quelle per cui era stata originariamente pensata.
Vuoi vedere il progetto e le planimetrie? Scopri Via della Fonte di Fauno.
Come lo leggiamo noi
Le case sono, in un certo senso, una fotografia molto lenta della società. Rimangono mentre cambiano le famiglie, il lavoro, le abitudini e il modo in cui utilizziamo gli spazi. Per questo osservare un appartamento romano significa anche osservare un pezzo della storia della città.
Capire come trasformarlo oggi significa mettere in relazione ciò per cui era stato originariamente pensato con ciò che il mercato e le persone chiedono adesso. Forse è proprio questo uno dei modi più interessanti per leggere il patrimonio immobiliare di Roma: non partire da quello che vogliamo fare a un immobile, ma capire prima perché quell’immobile è fatto così. Roma cambia, e con lei cambia il modo di abitare
Nei nostri progetti abbiamo affrontato immobili di epoche, metrature e zone differenti. Ognuno richiede una lettura diversa e, di conseguenza, può portare a una trasformazione diversa. Scopri i progetti Cerquozzi
